Gli effetti della riforma Fornero si devono ancora fare sentire, ma per l’Inps è già tempo di grandi cambiamenti. Rispetto al 2010, l’anno scorso si è chiuso con un sensibile calo del numero dei pensionati. Dovuto al funzionamento delle finestre d’uscita dal lavoro e sicuramente prevedibile, il fenomeno, secondo il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, dà maggiore solidità al comparto previdenziale e ha avuto un’entità maggiore di quella attesa.
Il 2011 è stato un anno avaro di pensioni. Qualcosa è andato storto? No, tutto secondo i piani (anzi, meglio di quanto pianificato). Per effetto del meccanismo delle finestre mobili, nei 12 mesi trascorsi, l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha dovuto staccare meno assegni di quanto avesse fatto nel 2010.
Prendendo in considerazione il periodo tra gennaio e novembre, complessivamente, i neo-pensionati targati 2011 sono stati il 29,5% in meno di quelli contati nel 2010. Andando a suddividere l’esercito dei “mancati pensionati” per tipologia di trattamento, si scopre che da un anno all’altro si è registrata una riduzione del 39,4% per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, mentre le pensioni di anzianità si sono ridotte del 20,1%.
In termini assoluti, quanti hanno raggiunto l’agognata pensione nei primi undici mesi del 2011 sono stati 224.856 (nello stesso periodo dell’anno precedente erano stati 94mila in più), suddivisi tra 94.216 lavoratori che hanno maturato i diritti per l’assegno di vecchiaia e altri 163.507 che, invece, hanno raggiunto i requisiti per la pensione di anzianità.
Complici le riforme del sistema previdenziale operate negli ultimi anni, una riduzione del numero degli assegni per il 2011 era attesa, ma la realtà dei numeri ha superato le previsioni. Le stime operate sull’impatto che il meccanismo delle finestre mobili avrebbe potuto avere sul settore delle pensioni parlavano infatti di una riduzione del numero di assegni rispetto al 2010 pari al 15,3%.
In un’intervista all’emittente televisiva Sky, Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, ha commentato positivamente il fatto dal punto di vista della solidità delle finanze pubbliche: “E’ una riduzione che ci attendevamo, ma non in questa consistenza. Questo dato darà sollievo immediato alle Casse dell’Istituto, assicurando più solidità e tranquillità a chi vede nelle pensioni la serenità del proprio futuro. Trattandosi di dati conseguenza delle finestre, la maggiore stabilità alle casse arriverà poi in combinato con l’entrata in vigore nel 2012 della riforma Fornero, i cui primi effetti si dispiegheranno nel 2013″.
Fonte: Tiscali-finanza










