Il Fisco e il contante: gettito perso per 27 miliardi

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L’evasione fiscale si combatte eliminando il contante. Parola del presidente della Commissione tributaria della Lombardia, Domenico Chindemi, che ha inaugurato l’anno giudiziario tributario a Milano. Prima si fa e meglio è, ha suggerito Chindemi, avvertendo che in ogni caso la storia procede in questa direzione: «Sarà probabilmente la rivoluzione più morbida e radicale mai sperimentata, nonché un incredibile mutamento destinato a rivoluzionare la nostra economia». Il presidente ha sottolineato che «la gestione del contante costa all’Italia circa 9,5 miliardi, ai quali si aggiunge il gettito perso dall’Erario, circa 27 miliardi ogni anno, derivante dalla fascia dell’economia sommersa legata all’utilizzo di contante, in quanto non rintracciabile. Da troppi anni — osserva Chindemi — sentiamo che l’obiettivo dei vari governi è di combattere l’evasione con vari sistemi, dai controlli automatizzati, alle varie forme di redditometro, spesometro, studi di settore, perfino con la “delazione”, fino alle recenti iniziative della recente campagna elettorale incentrata da tutti i partiti sulla lotta all’evasione, si pensi anche alla flat tax». Ebbene, la via maestra è un’altra, secondo Chindemi: la progressiva eliminazione del contante e la piena tracciabilità dei pagamenti.

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