Dopo voucher, per il lavoro occasionale tetto a 5mila euro

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Aboliti i vecchi voucher oggetto di opportune polemiche per i palesi usi impropri in frode alla legge ( saranno validi ed utilizzabili sino a fine 2017), sono stati introdotti in “manovra correttiva” il libretto famiglia e il contratto di prestazione occasionale. Ora per entrare in vigore occorre il via libera definitivo della Camera e l’esame da parte del Senato. Se non verranno apportate modifiche, dopo il passaggio a Palazzo Madama, il provvedimento si trasformerà in legge, come riportato nella nota parlamentare, ripresa dalle redazioni economiche specializzate . Vediamo in dettaglio gli elementi applicativi dei nuovi strumenti di copertura assicurativa e previdenziale.

Prestazioni occasionali È una prestazione lavorativa che non può essere acquisita da soggetti con i quali l’impresa o il datore di lavoro abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa. Possono accedervi anche le amministrazioni pubbliche, per esigenze temporanee o eccezionali, nell’ambito di progetti speciali nell’ambito del sociale o per lavori di emergenza o di solidarietà o in occasione di manifestazioni sociali.

Viene stabilito un compenso limite di 5mila euro l’anno a singola impresa, mentre ciascun lavoratore potrà ricevere fino a 2.500 euro l’anno dallo stesso datore di lavoro, per un massimo di quattro ore continuative al giorno per prestazione. Il limite di durata per i privati è di 280 ore l’anno oltre il quale il rapporto si trasforma in lavoro a tempo pieno indeterminato. Il compenso minimo orario è pari a nove euro.

Divieti Non possono ricorrere le imprese con più di cinque lavoratori a tempo indeterminato e non solo quelle agricole, ma anche edilizie. Possono accedervi tutti i lavoratori, ma i compensi sono computati in misura del 75% dell’importo qualora il lavoratore sia titolare di pensione di vecchiaia o di invalidità, o un giovane under 25 iscritto all’Università o comunque a scuola, o un disoccupato (che percepisce l’indennità) o un percettore di sostegni al reddito.
Fonte: www.newtuscia.it
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