Pubblico impiego: tagli alla spesa per il personale

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Proroga del blocco dei rinnovi contrattuali e degli automatismi stipendiali del personale pubblico: queste, in sintesi, le misure principali sul pubblico impiego contenute nel DDL di Stabilità 2015. Il DDL contiene una rilevante componente di tagli alla spesa pubblica che, in buona sostanza,si risolvono in tagli o mancati adeguamenti della spesa per il personale. Secondo quanto esposto al termine del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre scorso, nel quale è stato approvato il DDL recante la Legge di Stabilità per il 2015, la manovra finanziaria per l’anno prossimo sarà pari a 36 miliardi di Euro.
Quindi, i 36 miliardi di “uscite” del bilancio dello Stato per l’anno prossimo devono essere bilanciate da un corrispondente importo di maggiori entrate o minore uscite.
Partendo da questa lapalissiana, ma spesso trascurata, premessa e rinviando ad altri e successivi approfondimenti e contributi in ordine ai vari aspetti espansivi e di spesa contenuti nella manovra approvata dal Governo, in questa sede illustreremo brevemente come si compone una specifica parte della maggiore fonte delle minori spese individuate dal Governo,
Va sottolineato, infatti, le coperture dei 36 miliardi di euro della manovra:
a) vengono – per 11 miliardi – da “deficit spending” ossia da spese “a debito” programmate attraverso la scelta politica di rinviare l’adempimento dei vincoli di bilancio e del Fiscal Compact previsto dai Trattati Europei. Con la conseguenza che tali risorse:
a) sono sub iudice, rispetto alla verifica del DDL che oggi compete alla Commissione Europea;
b) non possono essere considerate come stabili riduzioni di spesa (o entrate) a regime, con la conseguenza che ogni misura fondata su tali risorse dovrà trovare, negli anni successivi al prossimo, nuove e diverse fonti di copertura;
b) per 15 miliardi, sono legate agli effetti della spending review e, quindi, ai tagli – sostanzialmente lineari – ai bilanci delle amministrazioni pubbliche, alla riduzione dei trasferimenti agli enti locali (che peraltro sono abilitati ad innalzare il prelievo fiscale qualora necessario) e a risparmi su varie voci di spesa, con particolare riferimento al personale.
Così inquadrata la vicenda, l’esame del testo permette di rilevare che i 45 articoli “sostanziali” del DDL contengono molteplici norme afferenti a tagli e risparmi per le pubbliche amministrazioni ed il personale: norme, assai spesso “nascoste” in commi marginali e di rinvio all’interno di articoli molto “variegati.
E tuttavia, per venire all’oggetto del presente articolo, vi è uno specifico articolo, intestato ed intitolato al “pubblico impiego” che contiene sia le disposizioni generali di maggior “peso economico” per quanto attiene al personale pubblico, che una miriade di disposizioni di dettaglio che “sforbiciano” molteplici istituti retributivi o, comunque, di rilievo economico per il personale (in specie quello militare).
Fonte: Ipsoa.it

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