Scuola, ministero condannato a risarcire 43 precari

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Il ministero dell’Istruzione “discrimina i precari e viola le disposizioni europee”. A sostenerlo è l’Anief, l’associazione sindacale professionale. Il Tribunale di Biella ha accolto 43 ricorsi proposti dall’Anief stessa, riconoscendo ad altrettanti docenti precari il diritto alla stessa progressione stipendiale di cui usufruiscono i docenti di ruolo. E’ quanto si legge in una nota.
Il dicastero non può permettersi di considerare i precari “lavoratori di serie B”, aggiunge. ‘Il nostro sindacato – spiega il comunicato – ha dimostrato più volte nei tribunali di tutta Italia che il disegno speculativo del Miur, volto a un’evidente operazione di risparmio nei confronti ed a danno dei lavoratori precari, si realizza anche attraverso il mancato riconoscimento agli stessi di qualsiasi progressione stipendiale e, in particolare, degli scatti di anzianità”.
“Questa condotta, che fa percepire ai lavoratori per tutto il periodo di precariato unicamente la retribuzione di base, si pone in aperto contrasto con i principi costituzionali di ragionevolezza e di equità retributiva. Forti delle ragioni dettate dall’Unione Europea e dalla Costituzione italiana – continua l’Anief – abbiamo chiesto al Giudice del Lavoro di Biella, Maria Rosaria Pietropaolo, la disapplicazione della normativa interna ottenendo la condanna del ministero dell’Istruzione al pagamento della cifra complessiva di circa 250mila euro per le differenze stipendiali non corrisposte a seguito dei plurimi contratti a tempo determinato stipulati nel corso degli anni con 43 docenti iscritti”.
Fonte: Rassegna.it

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