Rinnovato il contratto degli elettrici: aumenti di 160 euro mensili a regime

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Le firme sono arrivate stanotte. E così per i circa 60mila addetti del settore elettrico (sparsi in più di 130 imprese, pubbliche e private) il rinnovo del contratto di lavoro ha portato a un aumento mensile medio a regime sui minimi di 160 euro.
Il nuovo contratto, che avrà validità triennale, fino al 31 dicembre 2015, è stato sottoscritto dalle organizzazioni sindacali di categoria (Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil) e la rappresentanza datoriale guidata da Assoelettrica insieme a Federutility, Enel Distribuzione, Gse, Terna e Sogin.
L’aumento di 160 euro a regime sarà erogato in quattro tranche, 25 euro dal 1 aprile 2013; 45 euro dal 1 gennaio 2014; 45 euro dal 1 gennaio 2015; 45 euro dal 1 dicembre 2015. Il “montante” salariale 2013-2015 è di 3.490 euro. E, per la prima volta, nell’ambito di un rinnovo contrattuale nazionale di categoria, è stabilito che una quota dell’incremento retributivo, variabile tra il 15 ed il 20 per cento, sia legata a parametri di produttività.
Chicco Testa (Assoelettrica): per la prima volta la produttività entra in un accordo di categoria
Per il presidente di Assoelettrica, Chicco Testa, il nuovo contratto rappresenta «un passo avanti decisivo in direzione di uno svecchiamento delle logiche contrattuali. Dopo gli accordi interconfederali e innumerevoli discussioni si è infatti stabilito di collegare, sia pure in misura ancora ridotta, il miglioramento delle retribuzioni a effettivi incrementi della produzione. Ciò assume un valore particolare in una fase molto difficile, che vede il comprato termoelettrico in grave sofferenza, in relazione alla riduzione della domanda elettrica ed all’eccessivo sviluppo delle fonti rinnovabili incentivate, che godono di priorità di dispacciamento dell’energia prodotta».
Positivo anche il commento del direttore generale di Federutility, Adolfo Spaziani: «Lo sviluppo delle imprese dell’energia è una esigenza per la ripresa economica di tutto il Paese e la giusta risposta al sostegno all’occupazione». L’auspicio è ora un rapido avvio delle negoziazioni a livello di impresa per recuperare produttività e redditività, per superare la crisi e garantire un adeguato livello di investimenti, di cui il settore ha bisogno. Per il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni: si tratta di un contratto «innovativo sul piano delle relazioni industriali e dei nuovi strumenti bilaterali e partecipativi, in linea con l’accordo del 28 giugno e con l’intesa sulla produttività firmata qualche mese fa dalle parti sociali».
Nel nuovo contratto, per quanto attiene al mercato del lavoro, si è data attuazione alla disciplina sull’apprendistato come modalità preferita di ingresso nelle imprese del comparto. Sui temi della flessibilità e dell’organizzazione dei regimi di orario, le parti si sono impegnate ad avviare un negoziato a livello aziendale per convenire misure in grado di realizzare – accanto alla tutela del fattore lavoro – la soluzione dei problemi organizzativi e gestionali delle imprese investite da una profonda crisi, secondo le previsioni degli accordi interconfederali. Il nuovo articolato prevede anche l’introduzione di nuove regole per lo sciopero (il cosiddetto “sciopero virtuale” per il personale in reperibilità) e un protocollo per lo sviluppo della competitività attraverso l’introduzione di elementi di flessibilità nella gestione degli orari di lavoro.
Fonte: Il sole 24 ore.com

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