Social network, piccoli Facebook crescono. Sopravvivono le nicchie locali e tematiche

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Per molti il primo social network a espandere i suoi confini online è stato Cyworld, fondato in Corea del Sud alla fine degli anni Novanta: era uno spazio sul web che gli utenti potevano personalizzare secondo i loro interessi. All’inizio fu un esperimento. Ma conquistò pubblico. E l’idea superò presto l’oceano Pacifico. Convive adesso con Facebook.
Fu poi la volta di Friendster: la rete sociale online venne varata in California e raccolse persone. Rapido il decollo, ancora più rapido il declino: eppure, a sorpresa, è sopravvissuto nel Sud Est asiatico, anche grazie alla diffusione dell’accesso da dispositivi mobili. Altri social network, invece, sono rimasti confinati in nicchie linguistiche, come StudiVz nelle nazioni di lingua tedesca. Hyves sopravvive in Olanda.
Non poche reti sociali digitali hanno percorso lunghe evoluzioni. E se alcune, negli anni, hanno potuto contare su community di appassionati in ampie aree geografiche, altre invece hanno conquistato nicchie di utenti. Sono nomi spesso poco conosciuti per il grande pubblico. Busuu e Livemocha, ad esempio, aiutano gli iscritti a imparare nuove lingue: gli allievi possono chiedere consiglio agli altri e, passo dopo passo, si allenano nella pratica.
Quando Twitter era ancora agli inizi ha duellato, anche se per poco tempo, con Jaiku: era una sfida sul filo dei micropost per inviare brevi messaggi. Oppure, Foursquare è erede del team che ha sviluppato la rete sociale online Dodgeball, ormai scomparsa.
Fonte: Ilsole24ore.com

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