I personal computer più diffusi nel 2016? Quelli a tavoletta

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Entro quattro anni i tablet in uso nel mondo saranno 760 milioni e di questi ben 375 milioni saranno venduti solo nel 2016. La previsione è a firma di Forrester Research e conferma una tendenza ormai risaputa: i pc a tavoletta non sono una meteora, come lo sono stati di fatto i netbook, ma si apprestano a diventare il dispositivo di computing in assoluto più apprezzato dagli utenti.
Il salto in avanti del mercato tablet, se le stime degli analisti si riveleranno corrette, ha del poderoso, considerando che nel 2011 la domanda è arrivata a circa 56 milioni di unità. Troppo ottimistiche le predizioni di Forrester al cospetto di quelle ben più conservative di Idc, che per il 2016 ha stimato un venduto di 200 milioni di tavolette? Probabilmente sì, ma c’è la variabile aziende che potrebbe alla lunga pesare, generando un volume di richieste ben oltre quelle prevedibili in ambito consumer.
Il tablet, secondo questa teoria, andrà a prendere il posto dei tradizionali notebook in contesti professionali in cui sono fondamentali la condivisione e il lavoro di gruppo. Contesti dove la versatilità d’uso di iPad e simili potrebbe farsi preferire per motivi di ordine pratico (gli schermi touch, per esempio, anziché quelli verticali dei portatili) ed ergonomico. Dalle aziende, secondo Forrester, potrebbe arrivare in quest’ottica circa un terzo della domanda globale di tablet, e tale “shifting” nelle priorità di spesa si rifletterebbero inevitabilmente sulle vendite di notebook.
Quanto alle caratteristiche tecniche dei pc a tavoletta che spopoleranno sul pianeta fra quattro anni, secondo gli analisti avremo a che fare con dispositivi dotati di display compresi fra i 7 e i 14 pollici e con peso massimo di 1,75 chilogrammi. Di fatto dei “desktop replacement” in formato tavoletta, molto più robusti e molto meno portabili dei tablet attualmente in commercio, orientati esclusivamente o quasi all’utenza consumer. I tablet di domani avranno in ogni caso un attributo da intendersi come vero e proprio “must”, e cioè una batteria in grado di garantire un’autonomia minima di otto ore (un’intera giornata lavorativa dunque) con connessione sempre attiva alle reti aziendali e a internet.
Fonte: Il Sole 24 ore

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