Ryanair mette la freccia, primo vettore del Paese

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Il sorpasso è avvenuto. Quasi a definire una rivoluzione copernicana nel comparto aereo. La tesi (da smentire) può essere questa: siamo al definitivo trionfo del modello low-cost? “Ryanair è diventata la compagnia aerea più grande d’Italia, con 28,1 milioni di passeggeri movimentati nel 2011 contro i 25 milioni dichiarati da Alitalia”, dice il direttore Sales & Marketing della compagnia irlandese, Melisa Corrigan, quasi a suffragarne la veridicità. Minori spese di gestione, l’utilizzo di scali secondari con tutto quello che ne consegue in termini di risparmio per gli ‘slot’ (i diritti di volo pagati dalle compagnie alle società di gestione aeroportuale), il connubio vincente con il traffico-merci, la formula del last-minute e la transazione esclusivamente online, il declino della concezione di volo inteso come valore aggiunto in termini di servizi correlati.
La formula vincente, è che questo risultato è da spiegarsi tutto con il delta sul prezzo praticato da Ryanair: “Abbiamo una tariffa media di circa 40 euro, contro le 140 di Alitalia. E questo finisce per favorirci anche perché stiamo aprendo ulteriori tratte valorizzando anche gli scali minori”. Al netto di un mercato domestico dato in crisi per colpa di consumi stagnanti il risultato certificato dalla compagnia con sede a Dublino sembra disattendere la vulgata corrente: Ryanair ha fatto registrare una crescita di oltre il 20% rispetto ai dati del 2010. Ma anche Alitalia – nonostante la perdita della leadership – ha fatto incrementare il traffico-passeggeri di oltre un milione di unità su base annuale. Gli italiani popolo di viaggiatori ad alta quota? E soprattutto la tanto evocata Authority dei Trasporti invocata a più riprese per regolamentare meglio (e liberalizzare) anche questo particolare segmento – segnalato poco aperto alla concorrenza secondo l’ultima analisi dell’Istituto Bruno Leoni – sembrerebbe perdere di efficacia. “Siamo contenti di come stiamo lavorando sul mercato italiano”, si affretta a dire Corrigan facendo trasparire tutta la sua soddisfazione per un vettore che è il primo per il traffico-passeggeri anche in Spagna ed è il secondo in Germania. Soprattutto dopo la paventata fusione tra Alitalia, Blue Panorama e Windjet su cui l’Antitrust dovrà esprimersi circa l’eventuale abuso di posizione dominante della compagnia di bandiera. “Ci atterremo a quanto dirà l’authority – spiega Corrigan – ma certo non siamo preoccupati”. E sull’ultima polemica italiana che ha investito la compagnia fondata da Michael O’Leary circa la ‘contrattualizzazione’ di tutti i dipendenti italiani dello scalo di Orio al Serio secondo le ‘regole d’ingaggio’ irlandesi (con un conseguente risparmio sul fronte del fisco) Corrigan risponde tranchant: “Gli aerei sono della Ryanair che ha sede in Irlanda e quindi tutto il nostro staff è soggetto alle regole del diritto irlandese”.

Fonte: Il Corriere.it

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