Economia avanti piano, i mercati finanziari sono ancora un rischio

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Tassi fermi a un range tra lo 0 e lo 0,25%. Pronti a ulteriori misure a sostegno dell’economia.
L’economia americana “è cresciuta a passo moderato, nonostante un apparente rallentamento della crescita globale”. La Federal Reserve, che ha optato per un nulla di fatto sul costo del denaro al termine dell’ultima riunione del 2011, ha confermato che i tassi resteranno fermi “almeno fino a metà del 2013”. Come ampiamente previsto, la Fed ha dunque deciso di lasciare i tassi di interesse a un range tra lo 0 e lo 0,25%, il minimo storico a cui erano stati portati nel dicembre 2008. Ma, come si legge nel comunicato, ha lasciato aperta la possibilità di ulteriori azioni a sostegno dell’economia nel 2012 perché “i problemi dei mercati finanziari globali continuano a rappresentare un significativo rischio per l’economia”.
La decisione della Banca Centrale non è stata presa all’unanimità: l’unico a votare contro è stato di nuovo il governatore della Fed di Chicago Charles Evans, che avrebbe voluto una strategia ancora più accomodante. Durante la riunione, che si è tenuta nel giorno del 58esimo compleanno di Bernanke, è stato una volta di più evidenziato che uno dei problemi principali dell’economia americana è un tasso di disoccupazione che “rimane elevato” (8,6% in novembre, il minimo da marzo 2009 ma comunque significativamente più alto rispetto ai livelli precrisi) e che “calerà solo in modo graduale verso i livelli considerati ottimali” dalla Fed, non aiutato dal fatto che l’economia “proseguirà con una crescita moderata anche nei prossimi trimestri”.
A preoccupare la Banca Centrale è anche il possibile impatto della crisi di debito europea e, con l’inflazione che dovrebbe “calare nei prossimi trimestri”, alcuni funzionari della Fed si sono mostrati meno contrari alla possibilità di ulteriori misure a sostegno della crescita. “In linea con il proprio mandato, la Fed cerca di sostenere il livello massimo di occupazione e stabilità dei prezzi” e “continuerà a rivedere la dimensione e la composizione dei propri asset ed è pronta ad apportare modifiche in modo appropriato”.
Anche se nel comunicato non compaiono indicazioni al riguardo, in discussione durante il meeting c’è stata la riforma della strategia di comunicazione della Fed, nell’ottica di maggiore trasparenza e chiarezza auspicata da Bernanke. La nuova linea, che potrebbe essere presentata già il mese prossimo al termine del meeting del 24 e 25 gennaio, ha l’obiettivo di rendere maggiormente espliciti gli obiettivi su inflazione e occupazione, anche chiarendo come la strategia sul costo del denaro contribuirà a raggiungerli. Una strategia di comunicazione di questo tipo, che va ben oltre le semplici pubbliche relazioni, dovrebbe gettare le fondamenta su cui Bernanke e i governatori della Fed dovranno lavorare per sostenere la crescita, qualora l’economia americana non dovesse dare gli attesi segnali di miglioramento.
Fonte: America24

 

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