Salgono le borse con Monti premier

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Piazza Affari, alla riapertura dopo l’incarico a Mario Monti di formare il nuovo Governo, apre in deciso rialzo. Il Ftse Mib guadagna l’1,72% a 16.043 punti e il Ftse All Share l’1,47% a 16.774 punti. Ma se Milano è maglia rosa, aprono bene tutte le principali piazze europee, con il Dax di Francoforte che guadagna lo 0,75% a 6.102,22 punti; il Cac 40 di Parigi cresce dello 0,71% a 3.171,70 punti, l’Ftse 100 di Londra si issa dello 0,35% a 5.564,90 punti, l’Ibex di Madrid segna +0,45% a 8.594,7 punti. Invariato invece lo spread tra Btp e Bund: il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sulla scadenza decennale si attesta nelle prime battute a 453 punti base, in calo di 2 punti base rispetto alla chiusura di venerdì. Il rendimento del Btp decennaleè al 6,41%.
Positivo invece l’impatto dell’incarico a Monti su tutte le piazze asiatiche. La Borsa di Tokyo termina gli scambi in rialzo, dell’1,05%, sulla spinta dell’allentamento dei timori sulle turbolenze del debito pubblico di Italia e Grecia. L’indice Nikkei si attesta a quota 8.603,70, con un rialzo di 89,23 punti, limitando i guadagni con il superyen a 77,12 sul dollaro.
Il Nikkei ha toccato un massimo intraday poco sopra l’1,5%, prima di limare i guadagni, malgrado il rally di Wall Street di venerdì con la schiarita su Italia e Grecia. Sempre sulla seduta odierna, i listini sembrano aver beneficiato poco del dato sul Pil giapponese di luglio-settembre che ha visto il
Giappone uscire dalla recessione inasprita dagli effetti del devastante sisma/tsunami dell’11 marzo.
L’economia nipponica nel terzo trimestre dell’anno ha segnato un’espansione dell’1,5% in termini reali sui tre mesi precedenti e del 6% su base annualizzata, in sostanziale linea con le attese degli analisti. I dati hanno confermato il recupero pur con fattori negativi quali il superyen, la frenata dell’economia globale che penalizza l’export nipponico e le alluvioni in Thailandia, cuore produttivo della Corporate Japan. I consumi, che valgono il 60% del Pil, salgono dell’1%, con gli investimenti societari a +1,1% e quelli pubblici a -2,8%.
Un benefico effetto Monti s’è riverberato su tutti i mercati azionari asiatici, in progresso su un’ondata di ottimismo per i segni di stabilità in Europa e per la crescita economica in Giappone. Chiusura in deciso rialzo per le borse cinesi, con l’Hang Seng di Hong Kong che guadagna l’1,94%, e lo Shanghai Composite Index che avanza dell’1,90%. Tra i singoli indici di mercato, l’australiano s&p/asx 200 è salito dello 0,8%, il Kospi composite della Corea del Sud ha segnato un balzo del 2,2% e l’nz-50 della Nuova Zelanda è avanzato dello 0,3%.
Fonte: La Stampa.it

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