Nuove aliquote e scaglioni irpef 2012 della riforma fiscale in finanziaria 2011

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Le nuove aliquote

La riforma fiscale introdotta dal ministro dell’economia Giulio Tremonti nella manovra finanziaria 2011 è incentrata sulla riduzione del numero di scaglioni e del valore delle relative aliquote.
Tre soli scaglioni anzichè cinque a cui corrisponderanno le seguenti tre aliquote:

20% del reddito imponibile irpef

30% del reddito imponibile irpef

40% del reddito imponibile irpef

I nuovi scaglioni

L’ipotesi più attendibile di riorganizzazione degli scaglioni fiscali contempla i seguenti livelli reddituali:

Da 0 a 15.ooo euro del reddito imponibile irpef

Oltre 15.ooo sino a 55.ooo euro del reddito imponibile irpef

Oltre 55.ooo euro del reddito imponibile irpef

N.B.: attualmente è solo un’ipotesi perchè gli scaglioni ufficiali saranno formulati nella legge delega della riforma fiscale del ministro Tremonti.

Schema della proposta di riforma fiscale

Scaglioni di reddito Nuove Aliquote Attuali Aliquote
da 0 a 15.000 euro 20% 23%
da 15.000,01 a 28.000 euro 30% 27%
da 28.000,01 a 55.000 euro 30% 38%
da 55.000,01 a 75.000 euro 40% 41%
oltre 75.000 euro 40% 43%

Cambiano agevolazioni, detrazioni e deduzioni fiscali

Durante la presentazione della manovra 2011 il ministro Tremoni ha precisato che sarà allargata la base imponibile irpef attraverso il riordino e la razionalizzazione delle agevolazioni fiscali. Fuor di metafora significa che detrazioni, deduzioni e bonus fiscali saranno ridotti In numero e in ammontare per compensare le minori entrate da tassazione irpef. E dunque di necessità il reale risparmio sarà inferiore per la maggior parte delle categorie contributive.

Da quando entrarà in vigore

Se tutto va bene non prima del 2012, più probabilmente nel 2013 o al limite nel 2014. Questo perchè la legge delega a cui è stata affidata l’attuazione della riforma fiscale di Tremonti ha 3 anni di tempo per essere portata a termine.

In realtà la riforma potrebbe anche non entrare mai in vigore. Ad esempio in caso di crisi del governo Berlusconi o di crisi del debito pubblico cadrebbero le condizioni essenziali per la realizzazione di questa riforma fiscale.

Per chi sarà vantaggiosa

Se saranno confermate le aliquote proposte (non ci dovrebbero essere sorprese da questo punto di vista) e i relativi gli scaglioni sopra indicati (su questo c’è maggiore incertezza) la riforma avvantaggerà i redditi medio alti.

Ad esempio i redditi da 40 mila a 200 mila euro avranno uno sgravio fiscale che va da mille a 5 mila euro. Oltre i 200 mila euro lo sgravio sarà di circa 5 mila euro più il 3% del reddito eccedente i 200 mila euro.

Mentre per i redditi medio-bassi lo sgravio economico è in termini assoluti molto più picolo. Ad esempio chi ha un reddito di 28 mila euro avrà uno sgravio fiscale di soli 60 euro.

Per i redditi bassi molto dipenderà anche da come si comporterà il governo con le soglie di esenzione irpef che attualmente sono di 8.000 euro per i dipendenti, di 4.800 euro per gli autonomi e di 7.500 euro per i pensionati. Se tali soglie saranno completamente tolte o ridotte significativamente si arriverà al paradosso di una riforma fiscale penalizzante per i lavoratori con piccoli redditi.

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